LOCARNO – In Piazza Grande questa sera si parla della paura di invecchiare, di quella voglia di rimanere aggrappati alla propria giovinezza. I film Sils Maria e Land Ho! portano a riflettere, raggiungendo l’età matura non si può sfuggire a un confronto con noi stessi e con il nostro passato per guardare al futuro.

Alle 21.30 sarà proiettato Sils Maria di Olivier Assayas, un film complesso con un cast importante che, in un continuo gioco di specchi, aggiunge al tema della serata anche un uno sguardo sullo stesso mondo del cinema. La trama si sviluppa attraverso il confronto fra donne di diverse generazioni, nel continuo intreccio di ruoli, il messaggio va spesso oltre il non detto.

Juliette Binoche – che riceverà l’Excellence Award Moët & Chandon – è Maria Enders, attrice che a 18 anni ha conosciuto il successo teatrale interpretando Sigrid, una giovane ambiziosa dal fascino torbido che conduce al suicidio una donna più matura, Helena. Vent’anni più tardi le viene proposto di riprendere la pièce, ma stavolta nel ruolo di Helena. Maria accetta, ma non sarà facile per lei, donna che rifiuta l’età matura legata alle sicurezze e alla leggerezza della giovinezza. In suo aiuto corre l’inseparabile assistente interpretata da Kristen Stewart.

La protagonista di Twilight, con il suo bagaglio esperienziale, riveste un ruolo importante nella riflessione sul cinema di oggi, dove la fama è incontrollabile e dove attraverso la rete gli attori sono perennemente esposti in una vetrina, spesso illusoria. Importante anche la presenza, nel ruolo della giovane attrice, della nuova stella emergente di Hollywood Chloe Moretz.

Nato a Parigi nel 1955, Olivier Assayas esordisce come critico cinematografico per poi orientarsi verso la regia. Tra i suoi lavori Les Destinées sentimentales, Demonlover e Clean, tutti selezionati a Cannes. Insignito del Prix Jean Vigo per Contro il destino (1991), con Carlos (2010) è candidato ai Césars nonché agli Emmy Awards e si aggiudica il Golden Globe per la miglior miniserie.

Il film – ambientato in Engadina – è parlato in inglese, mentre i sottotitoli sono in francese e in tedesco.

A seguire ci si tufferà nell’emisfero maschile con Land Ho!. Mitch, un ex chirurgo un po’ gradasso che non riesce ad abituarsi alla sua vita da pensionato, convince il riluttante Colin, suo ex cognato, ad accompagnarlo in vacanza in Islanda. I due si lanciano a capofitto nei bar di ghiaccio, nei centri di benessere all’ultima tendenza e negli avventurosi ristoranti di Reykjavik, nel tentativo di rivendicare la loro giovinezza. Immersi in un paesaggio conturbante e sconfinato, scopriranno che, per quanto lontano si vada, non è possibile fuggire da se stessi, capendo che è importante godersi ogni istante, persona ed esperienza. L’invito è quindi di non pensare che l’erba del vicino sia sempre più verde.

La regia a quattro mani ha visto la collaborazioni di Aaron Katz e Martha Stephens. Il primo, nato nell’ Oregon nel 1981, nel 2006 dirige il suo primo lungometraggio, Dance Party USA, seguito da Quiet City (2007), entrambi presentati in prima mondiale al Festival South By Southwest, il secondo nominato per gli Independent Spirit Awards. Nel 2010, Cold Weather è selezionato in Concorso internazionale a Locarno. La Stephens, nata in West Virginia nel 1984, nel 2005 esordisce con il cortometraggio Echo Hollow e raddoppia l’anno seguente con Ant Hills (2006). I suoi primi due lungometraggi, Passenger Pigeons (2010) e Pilgrim Song (2012), sono presentati in prima mondiale al Festival South By Southwest.

Il film è parlato in inglese, mentre i sottotitoli sono in francese e tedesco.

fonte:tio.ch