Un musical turco-gitano. Così potremmo definire il film di chiusura Geronimo, in realtà opera ibrida e sfaccettata in cui Giulietta e Romeo – o meglio, un immaginario sequel de Il laureato, visto che tutto comincia con una sposa che corre via dall’altare – sono la causa di uno scontro tra culture, tra teppisti piú sensibili di quello che vorrebbero essere e un rapporto tutto al femminile tra un’educatrice, Geronimo appunto, punto di riferimento e salvezza degli sbandati del suo quartiere, e Nil, la nubenda in fuga.
Lo stile è quello inconfondibile di Tony Gatlif, cineasta che tiene in sé l’energia gitana e l’eleganza un po’ selvaggia delle periferie, la voglia di emergere delle classi operaie che in paradiso non ci vanno mai, neanche per sbaglio, e il diritto alla felicità contro tutto e tutti. Un cinema il suo senza paura e mezze misure.

Merito anche di Celine Sallette se i tanti registri di questo lungometraggio complesso e appassionato riescono a rimanere in equilibrio: è il suo viso bellissimo e vissuto a restituirci la difficoltà di sopravvivere, il contrasto tra il dovere e la missione di aiutare chi è piu sfortunato e il desiderio di dedicarsi a se stessa, senza se e senza ma. Lei è Geronimo, come il capo Apache rinuncia a se stessa per il bene comune. Anche quando incontra una donna che ha fatto una scelta opposta (Nailia Harzoune, così bella ed espressiva da non aver bisogno, di fatto, di dialoghi ma solo di un abito da cerimonia e di urla gioiose), seguendo il desiderio a ogni costo e senza pensare alle conseguenze. E noi vediamo la protagonista, travolta dal vortice emotivo che sembra sconvolgere la sua comunutà, riprendersi il suo posto e il suo corpo.

A ogni costo, anche lei. Ghiaccio bollente, come quello di una delle ultime e scene, Amore e Morte, come sempre. E in mano a Tony Gatlif tutto questo diventa un percorso vivido, sensuale e anche musicale, con veri e propri numeri corali fatti di coreografie collettive, suoni urbani e dialoghi ritmati, che dividono idealmente in atti Geronimo. Un film che nuota nelle passioni piú estreme e ataviche. Quelle sbagliate per molti, ma inevitabili per i piú coraggiosi.

fonte:pardolive.ch