Si può nascere nel Tennessee o in Alabama, oppure si può nascere in Australia e sentirsi lo stesso geneticamente legati a un qualunque stato del SUD degli U.S.A. Pensate appunto alla tradizione americana, quella più classica, aggiornate il sistema operativo con la psichedelica retrò dei Fleet Foxes e il vostro nuovo software australiano si chiamerà Husky.
Husky Gawenda e la sua band proveniente da Melbourne, con il disco Ruckers Hill ha voluto omaggiare la propria terra prendendo il nome da un luogo del Northcote, proprio come farebbe una classica band country statunitense.

Saint Joan è il nuovo singolo estratto dal disco: storia d’amore e redenzione dall’andamento sospeso; profonda Trasformazione – del morire per poi risuscitare in nome del Amore! Il brano segue il ritmo di un respiro prima di una lunga corsa: le prime boccate d’aria lunghe e sospese sono solo preambolo. Il ritmo segue l’andamento cardiaco in costante aumento ed è subito Saint Joan. E quel sound neofolk, che non disdegna chitarre leggermente distorte, purché avvinghiate da chitarre acustiche, le linee vocali sognanti: non a caso tutto ricorda le band più rappresentative della scena attuale di genere. Ruckers Hill è stato infatti mixato da Phil Ek, il quale ha lavorato con Fleet Foxes, The Shins, Band of Horses.

Il buon sound non mente, anche a questa latitudine del Mondo.