“Caravaggio”, di e con Vittorio Sgarbi, approderà al Palacongressi di Lugano il 20 dicembre. Abbiamo incontrato il critico d’arte italiano che, come ben sappiamo, non ha mai avuto peli sulla lingua…

LUGANO – «Caravaggio è doppiamente contemporaneo – spiega Sgarbi – È contemporaneo perché c’è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che continuano a vivere. Ed è contemporaneo perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l’importanza della sua opera. Non sono stati il Settecento o l’Ottocento a capirlo, ma il nostro Novecento. Gli artisti appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei…».

Sgarbi, come possiamo definire l’appuntamento del 20 dicembre?

«Un racconto di una vita in riferimento alle capacità e all’attualità di Caravaggio…».

Una sorta di lezione, quindi?

«No, è puro teatro. Uno spettacolo teatrale con la regia di Angelo Generali, le musiche di Valentino Corvino e le immagini – curate dal visual artist Tommaso Arosio – delle opere più rappresentative».

Come è impostato esattamente?

«Caravaggio viene rappresentato attraverso un dialogo ideale tra lui e Pier Paolo Pasolini…».

Mi dica, chi o cosa l’ha spinta da ragazzo a iscriversi a Storia dell’arte?

«Il mio docente Francesco Arcangeli, che è stato allievo di Roberto Longhi, colui che ha riscoperto Caravaggio».

Cosa vuole dire ai giovani che, magari, stentano a immergersi nell’arte, nella pittura, in generale?

«Non voglio dire nulla, perché l’arte è come l’amore, ovvero una scelta individuale…».

In tv la vediamo spesso discutere con i suoi interlocutori… Cos’è che più di tutto la fa irritare?

«La stupidità, le domande senza senso e i discorsi dei cretini…».

Come vede l’arte oggi?

«Come accade da sempre, ci sono artisti bravi e meno bravi…».

Delle correnti più recenti, come la pop art, ad esempio, qual è la sua opinione?

«La pop art è vecchia come me… Non è proprio recente… Ha più di cinquant’anni…».

Questo lo so… Ma rispetto a Caravaggio, nonostante la sua assoluta contemporaneità, si avvicina un po’ di più ai nostri giorni… Quindi, cosa mi dice al riguardo? Le piace?

«Certo, è uno dei movimenti artistici più importanti del secondo Novecento. Rappresenta ciò che noi siamo, la nostra diversità antropologica…».

Mi dica, secondo lei, prima di morire cosa dobbiamo assolutamente visitare?

«Piero della Francesca ad Arezzo».

Prima di concludere… È vero ciò che hanno riportato i media italiani qualche giorno fa?

«Di cosa sta parlando?».

Del suo rapporto con Eva Robin’s (famosa attrice transessuale anni Novanta, ndr)…

«Beh, sì, ho dichiarato che trent’anni fa sono stato con Eva… Ma non l’ho preso in culo…

E di quanto accaduto a Lapo Elkann la scorsa settimana a casa di una prostituta transessuale, cosa pensa?

«È evidente che non è stata una simulazione di un sequestro: quando gli hanno chiesto dei soldi, lui non li aveva… E quindi, più che rapito, secondo me, è stato trattenuto… D’altra parte, cosa ha fatto? Ha semplicemente chiamato la famiglia, chiedendo sufficiente denaro per poter “uscire”… Lapo, alla fine, è come Pasolini: entrambi sono andati a caccia di corpi, pagando per cercare una soddisfazione che li ha portati a rischiare… O anche come Caravaggio, capostipite di personaggi con una condotta di vita assai rischiosa…».

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Fonte Tio.ch