Giungerà al termine oggi l’edizione 2017 dell’International Beatleweek Festival, a cui ha preso parte anche il musicista ticinese Marco Zappa

LIVERPOOL – Una rassegna di sette giorni, questa, che da oltre tre decenni porta a Liverpool migliaia e migliaia di fan dei Fab Four, così come decine e decine di musicisti provenienti dall’intero pianeta, pronti a celebrarne l’opera omnia.

Sette giorni di concerti, conferenze, incontri, mostre, mercati, dove tutto gira attorno a John, Paul, George e Ringo.

Un’edizione, questa, che ha “catapultato” a Liverpool oltre settanta band che, giorno dopo giorno, si sono esibite tra le stesse mura che un tempo, allo scoccare dei Sixties, avevano visto i Beatles, giovanissimi, muovere i primi passi.

Parliamo in particolare del Cavern Club, oramai divenuto “tempio” e meta obbligatoria per qualsiasi fan dello storico gruppo. E proprio tra quelle mura, negli scorsi giorni, reduce dallo show tenuto ai Bellinzona Beatles Days in luglio, si è esibito anche Marco Zappa, accompagnato Ilir Kryekurti (batteria, percussioni) e da Angelo Quatrale (basso).

«Ho già preso parte all’International Beatleweek in diverse occasioni, la mia “prima” risale al 2003 – ci spiega Zappa da Liverpool – Ogni volta, in ogni caso, al Cavern Club in particolare, provi sensazioni straordinarie: durante lo show che abbiamo tenuto domenica sera, ad esempio, ho avuto addirittura l’impressione che gli strumenti suonassero da soli… La gente conosce le canzoni alla perfezione e canta con te ogni verso, ogni strofa… È bellissimo…».

Una setlist, quella portata sul palco a Liverpool da Marco Zappa, che raccoglie grandi classici dei Fab Four – come “Help”, “I’ve Just Seen A Face” e “Norwegian Wood” – a cui il musicista ticinese ha voluto giustamente aggregare un vero e proprio gioiello del suo repertorio: parliamo di “Complication”, ossia il lato A di quel 45 giri – oggi come oggi praticamente introvabile – che con il suo primo gruppo, i Teenagers, diede alle stampe esattamente cinquant’anni fa, nel 1967. Un brano – beat oriented – da cui trasuda tutta la bellezza di un’epoca ed è, soprattutto, perfettamente in linea con quanto, nel corso di quel fantastico decennio, sfornarono gli Animals, gli Stones o gli stessi Beatles.

Un 45 giri, in ogni caso, che in occasione del cinquantesimo anniversario della realizzazione, a fine settembre sarà ristampato e pubblicato – in edizione limitata – da un’etichetta indipendente basilese.

A rappresentare la Svizzera, così come le autentiche sonorità dei Sixties, oltre a Marco Zappa, sono tornati a Liverpool anche Toni Vescoli, Düde Durst, Freddy Mangili e Peter Glanzmann, ossia Les Sauterelles, che a metà dei Sessanta, spinti dal rock’n’roll, diedero una sferzata alla musica elvetica.

Info: marcozappa.ch